mercoledì 27 aprile 2011

Dumbo :)

Oggi vi parlo un pò di "Dumboooo"! Sì, l'elefantino della Disney che tutti conosciamo...Perchè?? Non lo so.. un amico mi ha passato scherzosamente il link di questo video e, dato che non avevo molte idee, lì ho preso l'ispirazione! Sicuramente mi piacciono molto i cartoni animati!!!! Ammetto però di non ricordare perfettamente la storia perchè non lo guardo da una vita, e purtroppo non si trova molto sul web riguardo a trama e curiosità...


Alloraaaaa....Questo è quello che ho trovato!! (Wikipeda <3) Prodotto da Walt Disney, è stato distribuito nelle sale americane il 23 ottobre 1941 dalla RKO Radio Pictures ed è, secondo il canone ufficiale, il 4° classico Disney.
Il protagonista della storia, come tutti sanno, è Jumbo Jr., un elefantino che viene subito preso in giro per le sue grandi orecchie, ma presto scopre che grazie ad esse, utilizzate come ali, è in grado di volare. Il suo unico amico è il topolino Timoteo che cerca anche di renderlo famoso.
Il fatto che proprio un topo sia amico dell'elefante non è un caso, ma permette di fare una parodia della stereotipata avversione degli elefanti verso i topi.
In Italia, a causa della 2° Guerra Mondiale, il film arrivò ben 7 anni più tardi dall'uscita in America, e al suo successo contribuirono le canzoni della colonna sonora, ai cui cori (quello del video che ho messo) partecipò il Quartetto Cetra.
Ciò che non tutti sanno è che "Dumbo" è l'unico film Disney in cui il protagonista non parla mai nel corso di tutta la pellicola ed è uno dei pochi ambientato negli Stati Uniti.
Pare addirittura che sia stato il preferito di Walt Disney..

Cmq ricordate:   « Ne ho vedute tante da raccontar
                            giammai gli elefanti volar! »

martedì 26 aprile 2011

"Lucy's Baby" found in Ethiopia

Riporto questo interessante articolo che ho letto sul ritrovamento dello scheletro di una bambina appartenente alla stessa specie di Lucy, il famoso esemplare di femmina adulta di "Australopitecus Afarensis" ritrovato molti anni prima.

The 3.3-million-year-old fossilised remains of a human-like child have been unearthed in Ethiopia's Didika region. The female Australopithecus afarensis bones are from the same species as an adult skeleton found in 1974 which was nicknamed "Lucy". Scientists are thrilled with the find, reported in the journal Nature. They believe the near-complete remains offer a remarkable opportunity to study growth and development in an important extinct human ancestor.
The find consists of the whole skull, the entire torso and important parts of the upper and lower limbs. CT scans reveal unerupted teeth still in the jaw, a detail that makes scientists think the individual may have been about three years old when she died. Remarkably, some quite delicate bones not normally preserved in the fossilisation process are also present, such as the hyoid, or tongue, bone. The hyoid bone reflects how the voice box is built and perhaps what sounds a species can produce. Judging by how well it was preserved, the skeleton may have come from a body that was quickly buried by sediment in a flood, the researchers said.
This early ancestor possessed primitive teeth and a small brain but it stood upright and must have walked on two feet. There is considerable argument about whether the Dikika girl could also climb trees like an ape. This climbing ability would require anatomical equipment like long arms, and the "Lucy" species had arms that dangled down to just above the knees. It also had gorilla-like shoulder blades which suggest it could have been skilled at swimming through trees.
The Dikika girl had an estimated brain size of 330 cubic centimetres when she died, which is not very different from that of a similarly aged chimpanzee. However, when compared to the adult afarensis values, it forms 63- 88% of the adult brain size. This is lower than that of an adult chimp, where by the age of three, over 90% of the brain is formed. This relatively slow brain growth in the Dikika girl appears to be slightlycloser to that of humans. Slow, gradual development in an extended childhood is regarded as a very human trait - probably to enable our higher functions to develop.
Professor Fred Spoor of University College London said the find wuold give scientists a "detailed insight into how our distant relatives grew up and behaved..." at a time of human evolution when they looked a good deal more like bipedal chimpanzees than like humans. Dr Jonathan Wynn of the University of South Florida dated the sediments surrounding the remains and came up with an age of 3.3 million years. The "Lucy" skeleton, discovered in Hadar, Ethiopia, in 1974 belongs to the same species as the Dikika girl. For more than 20 years it was the oldest human ancestor known to science.

Allo scheletro fossile della giovane femmina di circa 3 anni, ritrovata nel 2000, è stato dato il nome di Selam che in amarico significa "pace".
Su Wikipedia ho trovato l'immagine del cranio di Selam.

Grenade - Bruno Mars

lunedì 25 aprile 2011

Assignment 4: mmmm....DELICIOUS!!!! :P

Spiegare l'importanza di fare ordine tra i nostri preferiti e tra i vari siti web visitati tramite la metefora dell'etichettare vasetti di marmellata non è affatto male! Semplice e direttamente comprensibile!!!! Sinceramente non conoscevo questo Delicious ( http://www.delicious.com/ ) e mi arrangiavo con la barra dei preferiti su Explorer ma poichè sono curiosa e mi interessa conoscere nuove cose e nuovi meccanismi, mi sono andata ad informare un pò su wikipedia per capire di cosa si trattava. La definizione di Delicious è: Sito Web di Social Bookmarking per l'archiviazione, la ricerca e la condivisione di bookmark. E' stato creato nel 2003 da Joshua Schachter ed acquisito nel 2005 da Yahoo!. Nel novembre 2008 contava più di 5,3 milioni di utenti e oltre 180 milioni di URL unici archiviati. Un bookmark permette di seguire l'utente nella sua scoperta della rete. Ogni volta che l'utente trova un sito interessante, cliccando sull'icona del bookmark, memorizza la pagina e volendo può segnalarla ai suoi amici, condividendola con loro. Altrettanto gli amici possono segnalare a noi siti che reputano interessanti. Oltre a ciò tutte le volte che i siti memorizzati cambiano, il bookmark permette di mantenerla aggiornata anche sul nostro computer. Beh... devo dire che è davvero interessante! Praticamente io rendo visibile sulla rete quali sono i miei siti preferiti, ovviamente quelli che decido di contrassegnare, e posso così, non solo fare ordine in un insime di URL sempre in crescita, ma anche condividere con gli altri utenti i miei interessi e trovare più facilmente ciò che cerco in rete, proprio perchè qualcun altro lo ha già contrassegnato su delicious. E non solo.. Infatti, secondo me, l'utilità principale è quella di permetterme di avere sempre a disposizione la prorpia lista di preferiti, non solo sul proprio pc, ma anche se uno si connette con il pc di un amico o della biblioteca!!!

sabato 23 aprile 2011

Assignment 1Coda: Dov'è la verità?

Effettivamente spesso i mezzi di comunicazione di massa, come telegiornali e quotidiani, tendono a modificare e manipolare le notizie seguendo ideologie politiche, scoop che possono aumentare l'interesse della popolazione ecc...
Personalmente ritengo che bisognerebbe trovare una soluzione a questo, in modo da ottenere un'informzione "pura" sui fatti che avvengono nel mondo, ma non so se Twitter possa essere adatto al nostro scopo. Io non conosco questo socialnetwork quindi non posso neanche giudicarlo, però leggendo come funziona, ho capito che tutti possono scrivere dei brevi post su qualunque argomento. E' vero che questo fa sì che la comunicazione sia "peer", cioè tra pari, in modo che tutti possano commentare e discutere su un argomento, però non è detto che le notizie siano effettivamente reali!
Allora come possiamo fare? Secondo me una soluzione possibile è leggere varie fonti di una stessa notizia in modo da essere in grado di discriminare quale sia la verità e quale la manipolazione operata dai giornalisti. Ci vorrà un pò più di tempo, però saremo certi di conoscere, magari non tutta, ma quanta più verità è possibile!!!

Il Pulcino Cosmico - Gianni Rodari.... Buona Pasquaaaaa!!!!!

L'anno scorso a Pasqua, in casa del professor Tibolla, dall'uovo di cioccolata sapete cosa saltò fuori? Sorpresa: un pulcino cosmico, simile in tutto ai pulcini terrestri, ma con un berretto da capitano in testa e un'antenna della televisione sul berretto.
Il professore, la signora Luisa e i bambini fecero tutti insieme:
- Oh, e dopo questo oh non trovarono più parole.
Il pulcino si guardava intorno con aria malcontenta.
- Come siete indietro su questo pianeta, - osservò, - qui è appena Pasqua; da noi, su Marte Ottavo, è già mercoledì.
- Di questo mese? - domandò il professor Tibolla.
- Ci mancherebbe! Mercoledì del mese venturo. Ma con gli anni siamo avanti di venticinque.
Il pulcino cosmico fece quattro passi in su e in giù per sgranchirsi le gambe, e borbottava:
- Che seccatura! Che brutta seccatura.
- Cos'è che la preoccupa? - domandò la signora Luisa.
- Avete rotto l'uovo volante e io non potrò tornare su Marte Ottavo.
- Ma noi l'uovo l'abbiamo comprato in pasticceria.
- Voi non sapete niente. Questo uovo, in realtà, è una nave spaziale, travestita da uovo di Pasqua, e io sono il suo comandante, travestito da pulcino.
- E l'equipaggio?
- Sono io anche l'equipaggio. Ma ora sarò degradato. Mi faranno per lo meno colonnello.
- Be', colonnello è più che capitano.
- Da voi, perché avete i gradi alla rovescia. Da noi il grado più alto è cittadino semplice. Ma lasciamo perdere. La mia missione è fallita.
- Potremmo dirle che ci dispiace, ma non sappiamo di che missione si trattava.
- Ah, non lo so nemmeno io. Io dovevo soltanto aspettare in quella vetrina fin che il nostro agente segreto si fosse fatto vivo.
- Interessante, - disse il professore, - avete anche degli agenti segreti sulla Terra. E se andassimo a raccontarlo alla polizia?
- Ma sì, andate in giro a parlare di un pulcino cosmico, e vi farete ridere dietro.
- Giusto anche questo. Allora, giacché siamo tra noi, ci dica qualcosa di più su quegli agenti segreti.
- Essi sono incaricati di individuare i terrestri che sbarcheranno su Marte Ottavo tra venticinque anni.
- E' piuttosto buffo. Noi, per adesso, non sappiamo nemmeno dove si trovi Marte Ottavo.
- Lei dimentica, caro professore, che. lassù siamo avanti col tempo di venticinque anni. Per esempio sappiamo già che il capitano dell'astronave terrestre che giungerà su Marte Ottavo si chiamerà Gino.
- Toh, - disse il figlio maggiore del professor Tibolla, - proprio come me.
- Pura coincidenza, - sentenziò il cosmopulcino. - Si chiamerà Gino e avrà trentatre anni. Dunque, in questo momento, sulla Terra, ha esattamente otto anni.
- Guarda guarda, - disse Gino, - proprio la mia età.
- Non mi interrompere continuamente, - esclamò con severità il comandante dell'uovo spaziale. - Come stavo spiegandovi, noi dobbiamo trovare questo Gino e gli altri membri dell'equipaggio futuro, per sorvegliarli, senza che se ne accorgano, e per educarli come si deve.
- Cosa, cosa? - fece il professore. - Forse noi non li educhiamo bene i nostri bambini?
- Mica tanto. Primo, non li abituate all'idea che dovranno viaggiare tra le stelle; secondo, non insegnate loro che sono cittadini dell'universo; terzo, non insegnate loro che la parola nemico, fuori della Terra, non esiste; quarto...
- Scusi comandante, - lo interruppe la signora Luisa, - come si chiama di cognome quel vostro Gino?
- Prego, vostro, non nostro. Si chiama Tibolla. Gino Tibolla.
- Ma sono io! - saltò su il figlio del professore. Urrà,
- Urrà che cosa? - esclamò la signora Luisa. - Non crederai che tuo padre e io ti permetteremo...
- Ma il pulcino cosmico era già volato in braccio a Gino.
- Urrà! Missione compiuta! Tra venticinque anni potrò tornare a casa anch'io.
- E l'uovo? -domandò con un sospiro la sorellina di Gino.
- Ma lo mangiamo subito, naturalmente.
E così fu fatto.

venerdì 22 aprile 2011

Assignment 3

"Coltivare le connessioni"... Sin da subito mi è sembrato un titolo strano!! L'accostamento di queste due parole che, a prima vista, non hanno niente in comune, invece rende moltissimo l'idea di quello che il saggio del prof vuole trasmettere.
"Coltivare" mi fa pensare al mondo della terra, della campagna, in cui il contadino si prende amorevolmente cura di ogni singolo ortaggio o frutto con grande fatica; "Connessioni", invece, rimanda molto al mondo dell'informatica e di internet, che, parlandoci chiaro, è una grandissima invenzione che ci permette di avere tutto a portata di mano in ogni momento, a partire dalle notizie dei giornali, fino a spiegazioni su qualunque argomento possibile e immaginabile. Per non parlare dei social network che rendono facilissimo lo stare in contatto con gli amici, in tempo reale, senza spendere nulla, e anche se si trovano dall'altra parte del mondo!!! Insomma, il significato finale è: bisogna prenderci cura, con l'amore e l'affetto di una madre, di tutto ciò che ci interessa, sia nella vita di tutti i giorni, sia sul web, in cui abbiamo dei siti specifici, da cui traiamo informazioni, e anche delle amicizie "virtuali" che sono importanti come le altre!! Questo, a pensarci bene, non sembra del tutto vero, infatti passare del tempo con una persona dal vivo è diverso e sicuramente più bello, che chattare anche per moltissimo tempo sul web. Però il testo che ho letto, mi ha fatto riflettere sull'importanza che le nostre connessioni virtuali hanno sul nostro PLE: anche queste ci formano, ci cambiano e influenzano la nostra vita. Quindi, non possono essere considerate di minor importanza e anzi devono essere assolutamente coltivate!!!!!
Infine mi ha colpito molto il riferimento a Leopardi e al suo PLE. Non l'avevo mai pensato in quest'ottica... Insomma è un poeta che mi è sempre piaciuto nonostante la tristezza e il pessimismo che emergono dalle sue opere, però in effetti, tutto ciò, deriva da quello che lo circondava, dal suo modo di vivere, dalla gente che gli era vicina, dai libri che ha studiato, dalle esperienze che ha fatto.... Tutto l'ha influenzato, nel bene o nel male, e, se non ci fosse stato tutto questo, probabilmente, Leopardi non sarebbe stato il poeta che conosciamo!

giovedì 21 aprile 2011

Cos'è un frattale??

Oggi mi sono imbattuta nella parola "frattale"...cosa fosse esattamente restava un mistero!!!  XD


Nel girovagare nei vari siti ho scoperto una cosa interessante... anche un comune vegetale ha la forma che somiglia a quella frattale... sapete qual è?
Il cavolfioree!!!
così ho deciso di andare un pò in giro nel web per cercare una definizione più precisa. Ecco a voi!!

La definizione più semplice e intuitiva lo descrive come una figura geometrica in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta. Questo significa che ingrandendo la figura si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli. Contrariamente a qualsiasi altra figura geometrica un frattale invece di perdere dettaglio quando è ingrandito, si arricchisce di nuovi particolari.
Triangolo di Sierpinski, 4 iterazioni  Triangolo di Sierpinski, 5 iterazioni
Il termine frattale fu coniato da Mandelbrot e ha origine nel termine latino fractus, poichè la dimensione di un frattale non è intera. [.....]


Invece Wikipedia, dove si riesce a trovare davvero di tutto, dà una definizione più precisa ma anche più difficoltosa da capire.  http://it.wikipedia.org/wiki/Frattale

Un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente di ingrandimento. Questa caratteristica è spesso chiamata "auto similarità". Il termine frattale venne coniato nel 1975 da Benoit Mandelbrot, nel libro Les Objects Fractals: Forme, Hazard et Dimension  per descrivere alcuni comportamenti matematici che sembravano avere un comportamento "caotico". Questo genere di fenomeni nasce dalla definizione di curve od insiemi, tramite funzioni o algoritmi ricorsivi. Il termine deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione frazionaria.
I frattali compaiono spesso nello studio deisistemi dinamici e nella teoria del caos e sono spesso descritti in modo ricorsivo da equazioni molto semplici, scritte con l'ausilio dei numeri complessi.
Il caso può generare irregolarità ed è capace di generare un’irregolarità talmente intensa come quella delle coste, anzi in molte situazioni è difficile impedire al caso di andare al di là delle nostre aspettative.
Il caso non deve essere sottovalutato nello studio degli oggetti frattali in quanto l’omotetia interna fa sì che il caso abbia precisamente la stessa importanza a qualsiasi scala. Per tanto gli oggetti frattali sono inseriti nel contesto dei sistemi dinamici caotici.
Esistono diverse famiglie di frattali, suddivise in base al grado dei termini dell'equazione generatrice contenuti nell’algoritmo:
  • Frattali lineari
  • Frattali non lineari
  • Frattali aleatori    [....]
Beh, insomma... Non so se ho capito fino in fondo questi frattali... però devo dire che  le immagini sono davvero mozzafiato!

mercoledì 20 aprile 2011

La notte stellata....

La notte stellata- Van Gogh
...Guardare le stelle mi fa sempre sognare, così come lo fanno i puntini neri che rappresentano le città e villaggi su una cartina. Perchè, mi chiedo, i puntini luminosi del cielo non possono essere accessibili come quelli sulla cartina della Francia? Come prendiamo il treno per andare a Tarascona o a Rouen, così prendiamo la morte per raggiungere le stelle....”
Tratto da una lettera a Theo, del 1888



La notte stellata” è una delle più famose e affascinanti opere di Van Gogh, nata dall'osservazione en plein air del cielo di notte. Il dipinto è caratterizzato da una pennellata dall'andamento vorticoso, che annulla ogni intenzione naturalistica e tende a trasporre nell'ambiente esterno lo stato d'animo del pittore. Infatti Van Gogh può essere considerato un precursore della corrente dell'Espressionismo, dal latino exprimere, cioè “spingere fuori”. La realtà esterna diventa specchio del mondo interiore dell'artista, rappresentazione violenta dell'inquietudine e dell'agitazione. I colori e le linee non hanno funzione decorativa, ma sono ormai espressione dell'anima e sia il cielo sia i restanti oggetti raffigurati sono in continuo movimento.
Se osserviamo le dimensioni attribuite alle figure, prevale la volta stellata, il cielo maculato di astri, di bagliori e di aureole. E' evidente l'intento dell'autore di rappresentare un mondo sensibile che affascina, stupisce, ammalia, per la sua grandiosità ed energia che può emanare. La carica espressiva di Van Gogh, fa sì che il cielo copra il paesaggio sottostante, quasi avvolgendolo affettuosamente in un largo e materno abbraccio. I colori della volta celeste si riflettono sulle case, sulle montagne e sui colli; e una miriade di tasselli blu, gialli, verdi, si accostano e si mescolano.
Non mancano tuttavia nel dipinto aspetti inquietanti, come, ad esempio, la presenza in primo piano del cipresso, con la sua imponente sagoma oscura, che sembra ricondurre l'osservatore alla realtà dell'umano destino.
Il piccolo villaggio appare magico e fatato, come se dormisse rischiarato dalla luna nel cielo, eppure la pennellata corposa e il tratto tortuoso, rivelano il tormento interiore dell'autore. Allo stesso tempo, la scelta di tonalità calde di giallo e arancio, presenti sulla tela, contribuiscono a rasserenare l'animo e ad offrire una sensazione di bellezza e vita.
I flussi atmosferici e le nebulose astrali, rappresentati in forme turbinose e spiralizzanti, sembrano possedere un impeto e una vita non propri, come creati da una mano divina.
La luna, in alto a destra nel dipinto, è romantica, amica, calda come la passione impetuosa e travolgente per la vita, ma la composizione risulta nel complesso tinta da una vena di malinconia, poiché Van Gogh è tormentato da vicende autobiografiche, che lo accomuna ad altri artisti dell'ottocento.
Dal 1883 al 1889, Van Gogh si dedicò, in diverse occasioni, alla rappresentazione del cielo e, “La notte stallata” è l'opera più espressiva delle diverse atmosfere notturne da lui dipinte. Sulla data esatta dell'esecuzione dell'opera, la maggior parte degli esperti sono concordi nel sostenere che sia stata dipinta poco prima dell'alba del 19 giugno 1889, ma non mancano controversie a causa della corrispondenza con il fratello Theo, che potrebbe far risalire il dipinto a quasi un mese prima.
Per determinare la data di esecuzione dell'opera, va considerato che il 19 giugno 1889 la Luna era all'ultimo quarto e non al primo quarto come appare nel dipinto. Per trovare una data plausibile, occorre quindi risalire al 23 maggio 1889, quando la Luna era al primo quarto e le stelle corrispondevano maggiormente a quelle dipinte da Van Gogh osservando il cielo verso est dalle latitudini di Saint-Rémy. Inoltre bisogna tenere presente che dipingere un'opera di dimensioni 72X92 cm non è come scattare una fotografia: nel tempo che intercorre tra l'inizio e la fine di un tale lavoro la volta celeste ha compiuto un moto verso ovest.